La durata dei mutui va dai 5 ai 30 (frequentemente si scelgono mutui di 25 o 30 anni) e copre normalmente, fino all'80% del valore dell'immobile, ciò significa che se il nostro immobile vale €. 100.000,00 il mutuo sarà erogato per €. 80.000,00; alcune banche finanziano fino al 100% di tale valore, ma a condizioni più onerose o con richiesta di garanzie aggiuntive.
Chi richiede un mutuo deve dimostrare alla Banca di essere in grado di poter restituire la somma ottenuta in prestito, per questo dovrà verificare che il richiedente possieda un reddito di vita congruo e che l'immobile possa costituire una adeguata garanzia.
Il primo passaggio per l’ottenimento del mutuo è l’apertura dell’istruttoria: l’aspirante mutuatario presenta domanda di mutuo alla banca e fornisce una serie di dati e documenti che possono essere utili ad una valutazione della sua situazione.
Basandosi sui dati ricevuti e su una serie di controlli supplementari, la banca accerta l’effettiva idoneità del soggetto a ricevere il mutuo. L'analisi del reddito del richiedente è dunque un punto chiave dell'istruttoria. In generale le Banche prevedono un Rapporto Rata Reddito (R.R.R.) non superiore ad 1/3, ciò significa che se il reddito mensile è di €. 1.200,00 la rata non potrà essere superiore a €. 400,00 e in linea di massima non potrà ottenere più di €. 90.000,00.
Indagini bancarie
Dopo aver accertato il Rapporto Rata Reddito, la banca interroga le cosiddette centrali rischi per verificare l’affidabilità e la solvibilità del richiedente:
- CRIF – Centrale Rischi Finanziari - È una banca dati privata in cui sono iscritti tutti quei soggetti che ritardano nei pagamenti di rate concernenti presiti personali o mutui o che non pagano totalmente;
- Centrale dei Rischi della Banca d’Italia - Un sistema informativo sull’indebitamento della clientela delle banche e delle società finanziarie vigilate dalla Banca d’Italia.
Dopo i controlli effettuati sul soggetto che richiede il mutuo, per cui in genere passano 7 giorni, la banca si accerta sulla provenienza del titolo e la conformità edilizia e catastale dell’immobile, accertamento che verrà eseguito in circa 4 giorni.
Finiti i controlli, la banca incarica un perito di fiducia (come un geometra, un architetto o un ingegnere) a stimare il valore e le caratteristiche tecniche e giuridiche dei beni che il richiedente ha offerto a garanzia del credito. Entro tre giorni dalla sua nomina, il Perito fissa la data del sopralluogo che serve a verificare che la documentazione cartacea sia conforme allo stato reale dell’immobile in modo da valutare che quest’ultimo giustifichi la concessione del mutuo da parte della banca.
Se la richiesta di mutuo non viene accettata, il rapporto tra la banca ed il richiedente si conclude. L’esistenza di forti debiti o di protesti bancari, o il fatto che di comparire nelle liste dei cattivi pagatori, sono tra le cause che possono portare ad un esito negativo. Se invece la richiesta di mutuo va a buon fine, nei 7 giorni successivi la banca chiederà al notaio di rilasciare "Relazione notarile preliminare" con la quale si accerta l’inesistenza di formalità pregiudizievoli sull’immobile da ipotecare.
Dopo aver accertato il valore dell’immobile e la regolarità urbanistica ed edilizia tramite perizia e la regolarità legale per mezzo della relazione notarile preliminare, la banca può rilasciare la delibera per il mutuo, potendo così stipulare l’atto.
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